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PERU'
01/08/2014
Americhe
PERU'



Un paese affascinante avvolto da misteri millenari. Per comprendere meglio cosa significa intraprendere un viaggio in Perù bisogna conoscere la sua storia che comincia da molto lontano e termina, forse, con l'arrivo dei Conquistadores.
Arrivo a Lima, sono stanco ma ho tanta curiosità di conoscere questo paese che subito decido di uscire. La prima giornata passa veloce visitando Plaza de Armas e il Museo Historico y Archeologico.

Mi alzo presto e dopo aver lasciato Lima raggiungo Paracas per il giro in barca della riserva naturale delle Islas Ballestas. È bellissimo osservare delfini, leoni marini, pinguini di Humboldt e diverse specie di uccelli. Il viaggio prosegue ancora verso sud, mi trovo sulla famosa Panamericana ed il panorama è stupendo. Dopo aver pernottato a Puno, eccomi a Huacachina, un piccolo villaggio oasi nel deserto peruviano. Con le dune buggy sfreccio fra le altissime dune in un paesaggio mozzafiato, è adrenalina pura! Al rientro dopo aver pranzato rapidamente, proseguo per la misteriosa Nazca. Questa cittadina è diventata famosa nel 1927 quando un pilota dell'aviazione peruviana sorvolando la regione vide delle strane linee sul terreno. Le linee, che potevano essere viste solamente dal cielo, proseguivano per chilometri formando veri e propri disegni sul deserto peruviano, erano geoglifi. Successivamente sono eseguite delle ricerche, datando le linee tra il 300 a.C e il 500 d.C. Tutt’ora esiste ancora un grande mistero, su come queste linee siano state realizzate con tanta precisione poiché la civiltà Nazca non aveva la possibilità di avere nessuna visuale dall'alto. Prenotato il volo panoramico, salgo su un piccolissimo aereo bielica da 4 posti e comincio il volo. E' entusiasmante e la mente viene davvero assalita da mille domande, ma come hanno realizzato linee tanto perfette senza i moderni mezzi tecnologici?

Lasciata la costa le altitudini cambiano, passo dal livello del mare a quasi 2500mt, sono ad Arequipa. La città è stupenda e ricca di storia, giro per le sue vie e dopo aver visitato il Monastero di Santa Caterina, concludo la giornata al Mirador di Yacahuara, da cui si gode una bella vista della città, imponente in lontananza svetta El Misti 5822mt. Arequipa è anche tappa di acclimatamento, prima di arrivare a Patapampa 4910mt e giungere alla prossima destinazione, la Cruz del Condor, sopra il Canyon del Colca. Ma quanto è bello il Perù? Ogni giorno non finisce di stupirmi, il canyon è vertiginoso. Aspetto che i condor si alzio in volo. Ecco il primo liberarsi nel cielo, resto sbalordito nell’ammirare l’eleganza ma soprattutto la potenza che hanno questi rapaci, d’un tratto ecco alzarsi in volo il secondo poi il terzo ed ancora altri, nel cielo sembra di assistere ad un attacco aereo, i condor sono meravigliosi, pensate hanno un'apertura alare di oltre 3mt.

Finito il maestoso spettacolo ritorno a piedi verso il paesino, ma lungo il tragitto trovo il passaggio di alcuni turisti tedeschi. Ritornato in pousada concludo la giornata alle sorgenti termali La Calera. Questo posto mi piace davvero, mi ritrovo immerso nel paesaggio andiano che tanto avevo sognato. E' un viaggio nel viaggio, l'aria è talmente serena che quasi non voglio andare via, sono felice. Ma il viaggio prosegue ed allora il giorno seguente proseguo in direzione Puno, città posta sul famoso lago Titicaca, ora sì che sono alto mi trovo a 4000slm. Trascorro i giorni seguenti ospitato da un famiglia del lago. Prima di partire, al porto, compro alcuni doni da portare alla famiglia in segno di gratitudine. Durante la navigazione mi fermo alle isole Uros, le isole galleggianti, il paesaggio, i colori accesi, gli abiti tradizionali sono fantastici però, l'aspetto ultra turistico dà quasi la sensazione di una messinscena. Mi faccio vidimare sul passaporto il timbro del lago Titicaca e continuo la lunga traversata che, dopo 3 ore, mi porta sull'isola di Amantanì. Al porto vengo accolto dalla famiglia che mi ospita per la notte. Pranzo velocemente e subito parto per un trekking che mi porta su una delle due colline che dominano l'isola, considerate luoghi sacri: il colle di Pachatata, a 4150mt. La vista dell'isola e del lago è splendida, al tramonto i colori si accentuano e l'atmosfera diventa magica.Durante la notte piove intensamente, ma al mattino un caldo sole mi dà il buongiorno, Ester, la padrona di casa, mi serve la colazione. È stata un'esperienza davvero bella ed emozionante, essere accolto, anche solo per una sola notte, da questa famiglia, ammirare i loro volti sempre sorridenti, che quasi con vergogna rispondono alle mie domande. Ritornato a Puno sono assalito dal soroche (mal di montagna), difatti nonostante sia da giorni ad altitudini importanti eccolo arrivare, prendo un medicinale, il Diamox, e dopo poche ore comincio a stare meglio.

Finalmente arrivo nella città più attesa del viaggio: Cuzco, la città del puma. Sistemato velocemente in hotel faccio visita alle 4 Ruinas e all'importante centro di Qorikancha poco distante da Plaza de Armas. Gironzolo per le vie del centro Cuzco curiosando tra le numerose bancarelle.

Dedico due intere giornate al Vallo Sagrado. La prima meta è Pisac. Il paesaggio è meraviglioso, davvero uno spettacolare anticipo di Machu Picchu. Tappa successiva è Ollantaytambo. Anche questo sito è veramente notevole. I dintorni di Cuzco mi regalano tante emozioni, la terra degli Incas non finisce mai di sorprendere!
Prendo un bus e mi dirigo alla cittadina di Maras, dove ci sono gli spettacolari terrazzamenti di Moray. Ancora oggi gli studiosi avanzano le spiegazioni più diverse, tra cui quella che attribuisce la costruzione del sito al fatto di creare una base di atterraggio per gli alieni. Il mio giro intorno a Cuzco termina con Salinas e le sue fantastiche saline. Uno scenario di una bellezza surreale. E’ proprio vero quel detto andino che dice: “Metà della bellezza è nella natura, l’altra metà negli occhi di chi guarda”.

Finalmente è arrivato il big day, il tanto atteso MACHU PICCHU. Dal paesino di Ollantaytambo prendo il treno che in due ore percorre i 40km che lo dividono da Agua Calientes. Arrivo che è buio pesto, ma uscendo dalla stazione e alzando gli occhi vedo uno dei colli che imponente mi sovrasta dall'alto, sento anche il rombo del Rio Urubamba. Capisco che lo scenario in cui sono immerso è profondamente diverso da quello visto finora. Mi sveglio prima dell'alba e con l'autobus parto da Agua Calinetes, circa 2000mt slm ed arrivo all'ingresso delle ruinas a quota 2450mt slm. Sono appena le 6.30 e l'umidità a quella altezza è diventata nebbia, si intuiscono appena le forme del sito, ma non si vede nulla. So che questo accade frequentemente e che quasi sempre col sorgere del sole e il passar delle ore il cielo si apre. Salgo alla capanna del guardiano per vedere la classica immagine da foto, ma ancora non si vede quasi nulla.

Inizio comunque il mio giro, ma cresce dentro di me l’ansia, voglio vedere Machu Picchu! Sono circa le nove del mattino, la nebbia comincia a dissolversi ed anche Wayna Picchu 2750mt emerge in tutto il suo splendore. Tutto il sito è illuminato da un caldo e lucente sole. E’ impressionante quello che compare davanti ai miei occhi, un sito di bellezza inspiegabile, prima d’ora non avevo mai visto niente di simile. Questo luogo sembra quasi creare un ponte naturale tra terra e cielo, mi dirigo al punto di controllo per l'accesso a Wayna Picchu e dopo un’impegnativa ascesa di circa 40minuti arrivo in vetta.

L'ascesa è impegnativa, in alcuni tratti ripida e affacciata sullo strapiombo, chi soffre di vertigini ne vede delle belle, ma la vista dalla cima ripaga completamente della fatica, Machu Picchu d’un tratto è diventata piccolissima. Resto in vetta alcune decine di minuti ad ammirare il panorama, la mente vola lontana. Il mio rientro ad Agua Calientes è a piedi, ho la sensazione che in questo modo allunghi il tempo e la vana speranza che questa splendida giornata non finisca. Rientrato a Cuzco, con un volo interno termino il mio viaggio a Lima, città a cui dedico l'ultimo giorno di questa avventura.

Grazie Perù.

 



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