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ALESSANDRO OMASSI
01/09/2014



Alessandro vive ad Argegno sul lago di Como, un luogo che ha scelto in funzione del suo lavoro e del suo sconfinato amore per la natura. Ha lavorato nel settore della gestione faunistica della provincia di Como, lavoro che ha consentito di renderlo costantemente a contatto con la natura. Adora conoscere ed esplorare il mondo, predilige farlo con viaggi di tipo naturalistico ed antropologico. Safari, Trekking e spedizioni in terre remote sono solo alcuni dei suoi straordinari viaggi in giro per il mondo.

Coordinatore della rivista periodica “Gestione Faunistica” della provincia di Como, ha scritto diversi libri tra cui:

“Quadro d’Ambiente” Il Lario Occidentale Natura, paesaggio, cultura, Nuova Editrice Delta, 1989 ; “Animali in libertà, gli ungulati” Ed Pubblilario 2002 ; “Terre di confine” realizzato dalla Provincia di Como (2000)

Ha inoltre scritto diversi articoli per la rivista “Trekking”
Si ritiene un documentarista giramondo avendo realizzato diversi documentari in tutto il mondo tra cui: Amico indio, Il popolo dei Surma, Il dono della natura selvaggia, Nella terra del vento. Nel 2014 ha completato il documentario Brama di Bramito realizzato interamente nelle valli dell’Intelvi, Como

 

DA DOVE NASCE LA PASSIONE PER IL VIAGGIARE E CONOSCERE IL MONDO?
"La vita e' un viaggio, viaggiare e' vivere due volte." Come scrisse Omar Khayyam
Per me è lo stesso, ho pensato spesso a quando e come è nata questa grande passione per i viaggi che mi porto dentro da tutta la mia vita.
Mi considero un cittadino del mondo, per me è sempre un viaggio anche andare oltre i confini della mia città, ancor più stupendo è esplorare mondi nuovi, conoscere culture diverse dalla mia.
Perdermi e riperdermi tra strade o sentieri di montagne, ma sempre alla ricerca di ciò che di bello e diverso offre la natura in ogni parte del mondo. Tanto è che la sua stupenda bellezza è lì per tutti quelli che la sanno vedere.

Un detto Andino dice. metà della bellezza è nella natura, l'altra metà negli occhi di chi guarda.

 

QUALE TIPO DI VIAGGIO PREDILIGI?
Sono un Amante dei viaggi alternativi e avventurosi, con una particolare dedizione per quelli etnici e naturalistici, ma anche appassionato di foreste e di deserti. Ho effettuato diverse spedizioni esplorative nella selva Amazzonica, safari in Africa e trekking impegnativi sulle catene dell’ Himalaya e delle Ande.
Ovunque sia nel mondo mi sento sempre a mio agio. Questo per me è vivere la vita, con tutte le curiosità che la mente si preclude e gli obiettivi che ognuno si pone.


L’ESPERIENZA IN VIAGGIO CHE TI HA SEGNATO DI PIU?
L’incontro con altri popoli genera sempre un profondo confronto con se stessi, ma soprattutto diventa lacerante quando ci si pone di fronte a realtà sociali fortemente minacciate dal nostro mondo globalizzato (vedi popoli indios dell’Amazzonia), tocchiamo con mano il senso lacerante di impotenza che questi popoli sperimentano con se stessi in relazione al mondo esterno, sanno che la loro era sta per finire, che il loro popolo è sull’orlo dell’estinzione.

COSA CERCHI NEL VIAGGIO?
Dunque ogni viaggio va detto che nasce prima di tutti dentro di noi.
Quando viaggio mi sento libero, non importa quale sia o dove io vada, non c’è un viaggio che mi abbia soddisfatto in modo particolare, ma ogni viaggio mi trasmette un senso più ampio della libertà, mi sento partecipe e libero in questa mia vita.
Lo so che la libertà autentica è un’utopia, ma come uomo un poco in essa devo continuare a credere e nel viaggio CERCO una vita più libera e colma di fascino ed imprevisti, perché penso che nella vita comune di tutti i giorni c’è ancora altro da cercare e da scoprire.

 
SO CHE AMI LA FORESTA AMAZZONICA, COSA PENSI DELLO SFRUTTAMENTO A CUI E’ SOTTOPOSTA ED ALLE RIPERCUSSIONI CHE TUTTO CIO’ STA AVENDO SULL’AMBIENTE E SULLE ETNIE CHE LA POPOLANO?
L'Amazzonia è qualcosa di più di un ecosistema, di una grande foresta pluviale, di un immenso paese da proteggere:
l'Amazzonia è il nostro futuro. L'Amazzonia, ha un nemico pericolosissimo: l’uomo moderno.
Della foresta amazzonica si sente parlare sempre più spesso a proposito della deforestazione, un'opera di distruzione iniziata dal secolo scorso, che ha ridotto la foresta di oltre un quinto causando danni ambientali e pericolose conseguenze sul clima dell'intero nostro pianeta.
Infatti se i tassi di deforestazione degli ultimi decenni continuassero ai ritmi attuali, quasi un quarto della restante foresta amazzonica sarà perso entro i prossimi 20/30 anni e il 40% entro i prossimi 50 anni".
UN VERO DISASTRO AMBIENTALE che porterà sull’orlo dell’estinzione numerose specie animali e vegetali uniche nel loro genere, senza contare il triste destino di numerose comunità di indigeni che vi abitano.
Una situazione, questa, decisamente grave, soprattutto perché purtroppo visti i recenti sviluppi, precipiterà ulteriormente e arrecherà un danno incalcolabile anche sull’intero equilibrio del pianeta su cui tutti noi viviamo.

 

PENSI CHE IL PROCESSO DI GLOBALIZZAZIONE CHE STIAMO VIVENDO STIA FACENDO PERDERE IDENTITA’ AI POPOLI?
La globalizzazione è un chiaro tentativo di pianificare il mondo e soprattutto le culture dei popoli, per cui si innescano meccanismi che conducono ad un intorpidimento generale della società e alla perdita delle specificità culturali.
A farne le spese saranno identità nazionali e culturali più deboli, che verranno inevitabilmente soppresse, a favore di costumi più moderni (basta vedere la tradizione degli indigeni della foresta amazzonica). Nonché con la globalizzazione verrà incrementato in modo esponenziale l'inquinamento.
Forse un giorno quando sarà tutto globalizzato ci renderemo conto di aver cancellato per sempre un inestimabile patrimonio culturale delle razze umane.


PARLAMI DEI TUOI PROSSIMI PROGETTI
Quello più interessante è poter muovervi ancora a lungo in piena libertà su questa nostra terra, che ancora offre tanto da vedere…e perché no da scoprire.

 

 





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