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EDMUND HILLARY
21/06/2015



Sono circa le 11.30 del 29 maggio 1953 quando Edmund Hillary e lo sherpa Tenzing Norgay, detto "La Tigre dell'Himalaya", raggiungono il punto più alto del mondo. L' Everest è conquistato!

Nessun team prima di allora ci era riuscito, in molti avevano provato, ma mai nessuna delle otto precedenti spedizioni, fatte dal versante tibetano tra il 1921 e il 1953, era riuscita ad arrivare in vetta. Dopo la seconda guerra mondiale, col Tibet bloccato dalla Cina comunista, si apre una nuova via, quella dal versante nepalese. Miglioramenti in abbigliamento e attrezzature, in particolare di apparecchi per l'ossigeno, sono l'arma vincente per il successo di Hillary. Dopo i preparativi in Inghilterra e Galles,alla fine del 1952, la spedizione parte dall'India per arrivarein Nepal. Ai primi di aprile del 1953 un susseguirsi di campi tendati ricopre l'Everest. Il primo tentativo è fatto il 26 maggio da Tom Bourdillon e Charles Evans, ma a cento metri dalla vetta sono costretti a tornare indietro per mancanza di ossigeno. Tre giorni dopo Hillary e lo sherpa Tenzing, aiutati dal bel tempo, partiti da quota 8500mt, dopo una salita di cinque ore, raggiungono la vetta: 8.848 metri (29.028 piedi).
"I miei sentimenti iniziali furono di sollievo", scrive Hillary nel libro The Ascent of Everest. "Non c'erano più valichi, non più creste da percorrere, e non più attesa, la vetta era conquistata".
Edmund e Tenzing si abbracciano con sollievo e gioia, ma restare a così alta quota per molto tempo è pericoloso. I due uomini fanno sventolare le bandiere di Gran Bretagna, India e Nepal, Tenzing lascia alcuni dolci e biscotti nella neve, come offerta alle divinità buddiste, ed in particolare a Sagarmatha la dea dell'universo.Intorno a loro lo scenario è maestoso, quasi irreale, una sconfinata distesa di cime innevate: a est il Lhotse ed il Makalu; a ovest il ChoOyu.Chi pratica l'alpinismo lo sa bene, la parte più difficile in una scalata non è la salita ma la discesa. Arrivati in cima i due sono solo a metà dell'impresa. Il percorso, cancellato da forti venti, è pieno di insidie, ma dopo oltre quattro estenuanti ore, incrocia un altro membro della squadra, George Lowe, che si è arrampicato fino al loro incontro. Quando Hillary vede Lowe, esclama, "Abbiamo battuto il bastardo".

Nato a Tuakau a sud di Auckland in Nuova Zelanda, Edmund Hillary è uno dei più grandi esploratori del XX secolo. Da bambino è molto timido e sembrava anche più gracile dei suoi compagni di scuola. Trova rifugio nei libri, che può leggere durante le quattro ore che gli occorrono per andare e tornare da scuola. A sedici anni, durante una gita scolastica al monte Ruapehu nelle Alpi Neozelandesi, scopre che il suo fisico è più resistente dei suoi compagni di camminata. Fu così che inizia il suo interesse per l'alpinismo.

La passione per la montagna è travolgente e dalla Nuova Zelanda vola in Europa per conoscere le famigerate Alpi. Come per tutti i grandi alpinisti però la consacrazione è nella catena montuosa dell'Himalaya. Nelle sue prime spedizioni subito scala ben undici vette sopra i 6000 metri.
Le più importanti sono però quella del 1951 dove apre alcune vie verso la cima dell'Everest e quella del 1952 quando scala il Cho Oyu 8201mt. Viene quindi notato dal famoso capo spedizione John Hunt, che lo invita a prendere parte alla fortunata spedizione britannica del 1953. La conquista dell'Everest in quegli anni è così importante da essere annunciata contemporaneamente all'incoronazione della regina Elisabetta II. Hillary, ormai famoso in tutto il mondo, prende poi parte a numerose spedizioni in Himalaya tra il 1956 ed il 1965.
Raggiunge anche l’Antartide, e il 4 gennaio 1958 tocca il Polo Sud con la Commonwealth Trans-Antarctic Expedition. Terzo uomo della storia a raggiungere tale punto via terradopo Amundsen e Scott nel 1911-12.
E’ insignito di numerose onorificenze e nel 2003, in occasione del cinquantenario della conquista dell'Everest, il governo del Nepal gli conferisce la cittadinanza onoraria, durante uno speciale giubileo commemorativo svoltosi nella capitale Kathmandu. Sir Edmund è il primo straniero a ricevere un simile onore dai nepalesi. Nonostante tutti i successi in campo alpinistico, Hillary afferma che le sue più grandi vittorie sono state quelle in campo umanitario, a cui dedica buona parte della sua vita
A partire dal 1962 infatti inizia a lavorare con gli sherpa nepalesi a cui è molto grato. Fonda l'Himalayan Trust, un ente dedito a raccogliere fondi per aiutare le popolazioni dell'Himalaya. Grazie ad Hillary si sono costruiti diversi ponti, trenta scuole, due ospedali, dodici cliniche mediche, due cliniche per alpinisti e restaurati diversi monasteri. L'Himalayan trust cresce così tanto che vengono aperti uffici in Nuova Zelanda, Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Germania. Nel 1975, una grave tragedia colpisce la sua vita, Louise e Belinda, moglie e figlia, muoiono in un incidente aereo fuori Kathmandu. "La mia vita è finita ...", dice Hillary.
Il tempo e gli impegni nel sociale gli fanno ritrovare la voglia di vivere e soprattutto di aiutare gli altri. Negli anni a seguire gli vengono attribuite parecchie onorificenze, nel 1985 diventa, per la Nuova Zelanda, Alto Commissario per l'India ed il Bangladesh, ambasciatore in Nepal con sede a Delhi per quattro anni.
Studiando ed ammirando la vita di questi grandi uomini, ho notato una qualità che li accomuna tutti, l'umiltà. Una volta, mentre Hillary riposava su una roccia nel corso di un breve trekking in Nepal, con l'amico e regista Michael Dillon, un trekker americano fermatosi a chiacchierare, mostrò ad Hillary come si teneva correttamente una piccozza. Hillary dopo averlo ascoltato, loringraziò, e non dissealtro. Dillon ricorda "L'americano è andato via senza sapere con chi avesse parlato". Hillary non si è mai definito un eroe, ma solo un uomo che ha perseguito i propri sogni.


"Le persone non decidono di diventare straordinarie, decidono di realizzare cose straordinarie"

Sir Edmund Hillary





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