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WEST PAPUA - KOROWAY EXPEDITION 10-29 giugno
Oceania
West Papua - Indonesia



Si tratta di una vera e propria spedizione in una delle foreste meno ospitali ed incontaminate del mondo, la foresta pluviale di West Papua nell’isola di Nuova Guinea, abitata da etnie primitive ed ancora parzialmente inesplorata. E’ una delle mete più affascinanti per gli amanti dell’avventura. L’isola è politicamente divisa tra l’Indonesia che ad ovest occupa la provincia di West Papua (ex Irian Jaya) ed ad est lo Stato di Papua Nuova Guinea. L’isola completa è la seconda come grandezza al mondo dopo la Groenlandia, e la sola parte indonesiana misura ben 420.540 Km2. La popolazione totale stimata è di oltre 2 milioni di abitanti, con una densità di meno di 5 abitanti per km2, principalmente concentrati nei centri abitati di Jayapura, Wamena, Timika, Merauke e Soronge.


Per partecipare a questa spedizione bisogna essere in ottime condizioni psicofisiche e soprattutto consapevoli delle grandi difficoltà a cui si andrà incontro. Permessi, voli, automezzi e imbarcazioni da reperire si scontreranno con una realtà dove anche le cose più semplici possono diventare complicate. Può capitare che nello sperduto aeroporto nella giungla la pista si allaga e forse l’aereo non viene a prenderci. I voli interni non sono mai una certezza: le condizioni climatiche, un improbabile guasto improvviso, un pilota non più disponibile, un aeroporto allagato dalle piogge, sono solo alcuni degli eventi che potrebbero presentarsi. Ponti travolti dalle piogge, fiumi in piena o - al contrario - con troppo poca acqua, carburante per le canoe a motore che non si trova, sono altre delle difficoltà da mettere in conto.
Lo scopo principale di quest’avventura è di entrare in contatto con la tribù dei Koroway che vivono nelle lowlands di Papua, a sud ovest della catena montuosa dell’isola. Inizialmente pensare di camminare nelle pianure può sembrare meno faticoso, ma percorrere sentieri non tracciati, angusti e con la pioggia che può far diventare tutto più stressante ed impegnativo, fa presto ricredere anche i più scettici. Il fango rende più faticosa la marcia, soprattutto nel caso di piogge abbondanti. I corsi d’acqua da guadare o da attraversare su ponticelli improvvisati con tronchi d’albero, mettono a dura prova l’equilibrio di ogni persona, soprattutto se i tronchi sono bagnati e, come spesso succede, ricoperti da fanghiglia o muschi. Radici e liane rappresentano vere e proprie trappole: si appigliano agli scarponi provocando cadute. Le zone paludose e le pozzanghere di acqua scura nascondono buche a volte anche profonde. Caldo, umidità, sudore, sanguisughe, zanzare, mosche, rami e tronchi spinosi completano tutte le difficoltà che si incontreranno. Un altro pericolo sempre presente è rappresentato da tronchi e tronchetti tranciati dai machete: sono come vere e proprie lance confitte nel terreno e caderci sopra equivale a farsi trapassare da parte a parte. Infine ci sarà la possibilità di montare e smontare la tenda sotto la pioggia, con l'umidità che entra nelle ossa, lavandosi sommariamente o di rado nei fiumi, bevendo acqua bollita o filtrata e soprattutto calda.


Occorrono flessibilità e capacità di adattamento ad ogni situazione. Autoselezione e consapevolezza, questi sono i termini giusti prima di decidere se si può affrontare un'avventura del genere. Essere coscienti, motivati e determinati, sapendo che saremo una squadra pronta sempre ad aiutare un compagno in difficoltà, ma al contempo tutti dovremo saper badare a noi stessi e non essere un peso per nessuno. Chi capisce e riesce a godere di questo, è il partecipante perfetto, colui che avrà la fortuna di vivere un'esperienza intensa e indimenticabile.

 DA SAPERE

Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere modificato dalla guida e/o accompagnatore in qualunque momento se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo. Il viaggio è una vera e propria spedizione adatta a viaggiatori motivati e spinti dalla curiosità di conoscere e scoprire popolazioni che ancora vivono seguendo i ritmi della natura. La zona da visitare è una delle aree più remote del mondo, quindi l’organizzazione del viaggio è particolarmente difficile. È richiesto UN ELEVATO SPIRITO DI ADATTAMENTO ED UNA BUONA CONDIZIONE FISICA, dato che ci sono diversi giorni di trekking ed è necessario trascorrere diverse notti in tenda. L’estrema prudenza, costituisce la regola di comportamento delle autorità governative, quindi ogni segnale di allarme può comportare una limitazione dei permessi di viaggio in alcune zone e quindi un improvviso cambio d’itinerario. Il bagaglio deve essere costituito da sacche morbide o zaini impermeabili. Nel volo Jayapura-Dekai, il peso consentito per il bagaglio è di 15 kg, ma sarà comunque possibile pagare per il peso extra (non incluso nella quota viaggio). Ogni partecipante avrà a disposizione il proprio portatore per trasportare il bagaglio, ma porterà con sé la sacca con l’attrezzatura della macchina fotografica, acqua e altri oggetti strettamente personali.


IL VIAGGIO IN SINTESI

Partiamo in volo dall’Italia e dopo uno scalo tecnico eccoci atterrare a Jakarta, capitale dell’Indonesia. Qui effettuiamo il controllo passaporto ed apposto il timbro per il visto turistico, che consente la permanenza sul territorio nazionale per 30 giorni, proseguiamo con un volo nazionale che ci porta a Jayapura, capitale della provincia di West Papua. Dedichiamo un giorno intero per pianificare le ultime cose, incontrare la nostra guida locale ed espletare le pratiche per i permessi alla spedizione. L’indomani un ultimo volo ci porta a Dekai, porta d’ingresso ai territori Koroway. Siamo già nella foresta pluviale di Nuova Guinea, catapultati in un’altra dimensione. Conosciamo i nostri portatori e cuochi e quando il team è al completo, dopo aver registrato la nostra presenza al comando di polizia locale, partiamo in auto verso il villaggio di Lokbon, dove ha inizio la nostra spedizione. Con due grosse canoe cominciamo a navigare lungo il fiume Braza, immergendoci in una natura sempre più selvaggia ed incontaminata. Le notti da ora in poi saranno sempre in tenda. I Koroway sono una tribù molto primitiva, contattati per la prima volta dall’uomo bianco nel 1974, fino ad allora, ignoravano l'esistenza di altri popoli sulla terra. Le loro abitazioni sono sugli alberi, con altezze che possono arrivare anche fino a 35mt. Vivono in clan e sono nomadi, quindi si spostano continuamente per ottenere più cibo e animali da cacciare. Usano archi, lance e asce di pietra e per sopravvivere mangiano qualsiasi cosa offre la foresta. Le case sono costruite sugli alberi per evitare la minaccia di un altro clan ed il cane è il loro amico insostituibile, uno dei tesori più grandi che posseggono. Le donne Koroway solitamente cercano insetti e lavorano il sago che è un amido estratto da una palma; gli uomini invece cacciano animali selvatici. Ai loro ospiti i Koroway sono soliti offrire del cibo ed è segno di scortesia non accettarlo.
La nostra spedizione prevede un trekking di 8 giorni, che ci consentirà di addentrarci in aree non turistiche, avendo la possibilità di contattare tribù che ogni anno ricevono pochissime visite da parte dell’uomo bianco. 

Il viaggio è organizzato dalla SalerTour Viaggi e Turismo

Via Raffaele Mauri, 35 - 84129 - Salerno (SA) - P. Iva 02817380658 

Per richiedere di partecipare alla spedizione manda una mail a info@backpackeradventure.it





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