Facebook YouTube Google+ Instagram LinkedIn National geographic
  Photo Gallery
clicca per ingrandire
Z LA CITTA' PERDUTA
01/06/2016



Il mondo aveva fame di notizie. "A questo punto, mi aspetto che da un momento all'altro mi arrivi un cablogramma da mio marito, che mi annuncia che si trova al sicuro e sulla via del ritorno con Jack e Raleigh", disse Nina Fawcett a un giornalista, nel 1927, due anni dopo l'ultima comunicazione della spedizione. Elsie Rimell, in frequente contatto con lei, faceva eco alle sue parole: "Credo fermamente che il mio ragazzo e i suoi compagni verranno fuori da quei luoghi tanto selvaggi".

“Alla ricerca di Z la città perduta” è stato best seller del New York Times, tradotto in venticinque lingue, vincitore dell’Indies Choise Award per il miglior libro di non fiction del 2009. Cari Avventurieri, non aggiungo altro: correte in libreria a comprarlo!
Z la città perduta è un libro fantastico nel quale l’autore David Grann è riuscito, in maniera magistrale, a raccontare la storia di Percy Harrison Fawcett, l’ultimo, grande, esploratore vittoriano. Definito anche la versione british di Indiana Jones, Fawcett all’inizio del novecento compie una serie di esplorazioni nella foresta amazzonica, ossessionato dalla ricerca di El Dorado. Si imbatte in tribù armate di frecce velenose, combatte contro coccodrilli, giaguari, pirana, anaconda e insetti mortali. Nel 1925, durante l’ultima missione, scompare. Nessuno saprà cosa ne sia stato di lui. Molte spedizioni si sono susseguite, invano, alla ricerca dei suoi resti. Molti scrittori e non solo hanno cercato di ricostruire la storia di questo grande esploratore, ma nessuno come Grann è riuscito a descriverne la storia in maniera tanto avvincente. Il racconto tiene legato lo scrittore come fosse un thriller.Fawcett si lancia con un entusiasmo arcigno alla scoperta dell’Amazzonia, alimentando progressivamente fino all'ossessione che lo condurrà alla morte, la ricerca dei resti di una civiltà perduta che sulle sue mappe corrisponde al criptico nome di Z. Nel suo muoversi armato di machete e cieca fiducia in se stesso e nella sua missione Fawcett si troverà davanti le più disparate tribù indigene dell'Amazzonia riuscendo a farsi di loro un’idea tutt’altro che scontata. Riuscirà ad imparare i loro dialetti, facendosi apprezzare anche dagli indios più inclini alla guerra, ma il mito di Z, l’El Dorado di tanti altri che nella sua ricerca ci persero la vita, lo consumerà fino a trascinare nel suo ultimo viaggio anche il figlio Jack ed un suo amico Raleigh. Molti esploratori, successivamente, rapiti dalla figura fantastica del colonnello si misero sulle sue tracce: alcuni tornarono indietro con malattie; altri furono ingoiati dalla foresta, mangiati dalle tribù cannibali o morti per i colpi delle frecce avvelenate degli indios. Fallirono tutti e quel fallimento alimentò esponenzialmente il mito e la leggenda di Fawcett. La spasmodica ricerca di che fine abbia fatto il colonnello e svelare finalmente il mistero che avvolge la mitica civiltà di Z. Lo scrittore David Grann, giornalista del New Yorker, conosciuto da molti come un "pantofolaio", fulminato a sua volta dalle gesta mirabolanti del grande esploratore, decide di mettersi sulle sue tracce e scrive questo meraviglioso libro. Classificare questo lavoro non è facile, difatti si pone a metà tra il resoconto storico, il romanzo e un libro di avventura. Non è un racconto di un viaggio ma di un'ossessione per un viaggio.



Resta sempre aggiornato con la Newsletter di Backpacker Adventure.
Contattami per approfondimenti o collaborazioni.