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JACQUES COUSTEAU
01/09/2016



E’ stato uno dei più grandi esploratori del XX secolo, sicuramente il più grande del mondo sommerso. Un’icona per tutti gli amanti del diving è Jacques Cousteau. Un uomo che ha avuto il coraggio di vivere una vita propria, una vita in cui si è rispecchiato pienamente. Cousteau è stato scienziato, oceanografo, inventore ed anche regista. La vita lo ha ripagato assecondando i suoi desideri e le sue aspirazioni.
Jacques Yves Cousteau nasce l'11 giugno 1910 a Saint-Andre-de-Cubzac, nei pressi di Bordeaux. Figlio di un avvocato che viaggiava spesso per lavoro, si incuriosisce fin da piccolo a conoscere il mondo. Nel 1930 entra nell'Accademia navale, con il preciso scopo di far parte dell'aviazione di marina. All’età di 26 anni, un brutto incidente d’auto cambia completamente la sua vita. Per riabilitare le braccia, i medici consigliano di praticare il nuoto, usando un paio di occhialini di protezione, scopre le meraviglie di quello che lui stesso battezza "il mondo del silenzio". In seguito durante la guerra Cousteau partecipa alla resistenza diventando una spia del governo francese; il generale De Gaulle lo premia con la Legione d'Onore. La svolta della sua vita avviene nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, quando Cousteau, assieme all'ingegner Emile Gagnan, mette appunto il primo erogatore per immersione subacquea. Un’invenzione che rivoluziona il mondo del diving e che oggi è rimasta sostanzialmente immutata.
Allo stesso tempo Cousteau continua a coltivare la passione per il cinema e mette a punto una delle prime cineprese sottomarine. Alla fine degli anni '40 il miliardario inglese Guiness gli mette a disposizione un dragamine varato pochi anni prima. Cousteau lo battezza Calypso.
La prima grande spedizione di Calypso avviene proprio nel Mediterraneo, per gli scavi archeologici sul Grand Conglue un antico relitto al largo di Marsiglia. Poi il mitico viaggio attraverso l'inesplorato Mar Rosso e l'Oceano Indiano che porta alla realizzazione del primo grande film: "Il mondo del silenzio". Un film premiato con Oscar e Palma d'Oro. Il libro diventa un best seller, vendendo oltre 5 milioni di copie in 20 lingue differenti.
Mentre si susseguono le spedizioni Cousteau rivolge sempre di più la sua attenzione al mondo della scienza e della tecnologia dell'esplorazione subacquea. Ciò sfocia con gli esperimenti di Precontinente, dall'inizio degli anni '60, alla realizzazione delle prime immersioni in "saturazione", che consentono all'uomo di vivere per lunghi periodi di tempo esposti ad alte pressioni.

Le imprese e le invenzioni di Cousteau si susseguono negli anni, la sua fama arriva in ogni angolo del mondo.

Meravigliosa una dichiarazione che riporto integralmente:

"Eravamo giovani quando ci siamo dedicati alla scoperta, all'esplorazione. Quando quello che ci interessava era scendere più profondo e vivere sul fondo del mare, recuperare i resti di una grande galera romana, affrontare gli squali, terrificanti e misteriosi mostri marini. E la gioventù è grintosa, entusiasta, totale, egocentrica, estremista, spericolata. Eravamo giovani e pensavamo a noi stessi, alla realizzazione dei nostri sogni."
"Poi siamo diventati adulti. Dunque più altruisti, più riflessivi. Allora l'interesse maggiore è diventato quello di raccontare le nostre esperienze, di coinvolgere gli altri nella nostra avventura. Lo scopo della vita è divenuto quello di infiammare gli animi, di accendere gli entusiasmi. Ci siamo resi conto che un uomo da solo non è nulla, se non si rapporta a quelli che lo circondano. Attraverso le immagini, attraverso i racconti, le esperienze vissute cambiavano forma, acquistavano spessore. Solo attraverso la divulgazione, la crescita dei singoli poteva diventare la crescita dell'intera umanità. Solo così il patrimonio di ognuno poteva entrare a far parte della cultura di tutti".
"Oggi abbiamo percorso il mondo in lungo e largo, ne abbiamo svelato e raccontato i segreti. Ora bisogna impegnarsi per conservare tutto questo. Ora si deve far sì che le immagini dei film, le storie dei libri non rimangano fine a se stesse. Bisogna lottare perché tutti abbiano diritto ad una vita felice in un pianeta ancora integro”.





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