Facebook YouTube Google+ Instagram LinkedIn National geographic
  Photo Gallery
clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire
SAFARI AUSTRALE EST (ZAMBIA)
21/06/2016
Africa
zAMBIA



E’ l’alba quando smontiamo le tende e partiamo da Cape Maclear per raggiungere il confine tra Malawi e Zambia. La frontiera di Mchinji è un posto incredibile, non ci sono turisti, solo camion e lavoratori che transitano da un paese all’altro. Espletate velocemente le formalità doganali, cominciamo a percorrere la strada che ci conduce al centro cittadino di Chipata. Continue deviazioni e tanta polvere rallentano la marcia, approfittiamo di questo inconveniente per fare rifornimento di viveri ed arrivare al Wildlife Camp con serenità. Il camping sorge lungo le sponde del Luangwa river, a pochi km dall’entrata del South Luangwa NP ed è immerso nella natura selvaggia. Elefanti, ippopotami, giraffer, impala e molti uccelli popolano il fiume e la probabilità che possano aggirarsi tra le tende è davvero alta.

 
Concordo con la direttrice del camping due game drive per l’indomani: uno mattutino ed uno in notturna. La notte scorre tranquilla, qualche animale sembra aggirarsi tra le tende, ma forse dev’essere stato un impala. Sorge l’alba, la tanto attesa giornata al South Luangwa è arrivata. Tanti mi avevano parlato di questo parco che ospita una concentrazione e varietà di animali tra le più elevate dell'Africa, nonché una delle più grandi popolazioni di elefanti. Il parco diviso in due dal fiume Luangwa, è visitabile solo in minima parte. Poco dopo il gate d'ingresso, si attraversa il ponte principale, sotto di noi una quantità indefinita di ippopotami. Lo scenario è degno dei migliori documentari di National Geographic, ci sono tantissimi animali, fra cui giraffe, zebre ed una enorme mandria di bufali. Il fiume quasi in secca lascia affiorare un letto di sabbia bianca a contrasto con la verde vegetazione in cui animali e natura si confondono perfettamente. Purtroppo non vediamo nessun felino, ma poco importa i ranger mi promettono che nel pomeriggio ci rifaremo alla grande.

 Ritornati al camp per ora di pranzo ripartiamo puntuali alle quattro del pomeriggio. Il giro inizialmente sembra lo stesso, bei scenari ma pochi animali, assistiamo solo ad un tentativo malconcio di una leonessa verso una zebra. In poco tempo cala il buio e tutto si trasforma, il ranger accende un potente faro, cominciamo a vagare nell’oscurità totale scandagliando il bush alla ricerca del riflesso degli occhi di animali. Avvistiamo un gruppo di leonesse ed il driver temerario entra in un terreno pieno di buche, ci fermiamo a pochissimi metri dal branco, lo spettacolo è adrenalinico. Qualcuno di noi ha paura, difatti basterebbe un salto del leone per sbranarci tutti, ma i ranger ci tranquillizzano. Osservare così da vicino questi potenti animali è davvero impressionante. Continuiamo il game drive ed avvistiamo un leopardo disteso placidamente sul terreno, ci osserva immobile. Poco più avanti due iene si muovono furbescamente intorno ad un albero, alzo gli occhi e trovo una gazzella sbranata appesa ad un ramo, accanto un leopardo si lecca le zampe con la bocca sporca di sangue. E’ una scena forte, ma anche rara da vedere. Con quest’immagine rientriamo al camping pienamente soddisfatti di questi game drive e delle forti emozioni che ci hanno regalato. Il South Luwanga insieme al Serengeti è davvero uno dei parchi africani più belli che abbia mai visto.

 
Smontate le tende lasciamo questo magico parco e ci dirigiamo verso il ponte Zambesi. Troviamo sistemazione nell’unico camping in zona, situato direttamente lungo le rive del fiume. La vista non è eccezionale, infatti a causa della stagione secca il livello del lfiume è molto basso. E’ una sosta tecnica, difatti la nostra reale destinazione è il parco Lower Zambesi. Appena arrivati al parco troviamo una temperatura molto gradevole, i caldi colori africani si intensificano e quando arriva il tramonto ci regala l'ennesimo spattacolo della natura. 
Sono le nove del mattino quando con una piccola barca a motore cominciamo la navigazione lungo il fiume, sulla riva opposta c’è lo Zimbabwe. Il fiume è un susseguirsi di scenari maestosi: coccodrilli lungo le rive, ippopotami che guadano, elefanti che riposano al sole. Seguiamo la corrente del fiume spostandoci da una riva all’altra, raggiungiamo diverse isole e i banchi di sabbia che stanno al centro. Sulla sponda opposta c’è lo Zimbabwe, osserviamo tanti uccelli, il tutto in totale assenza di rumori, dopo una breve pausa in una spiaggia tranquilla, riprendiamo la via del rientro non prima di aver sostato in una secca ed aver fatto il bagno nelle placide acqua del fiume.

 
La strada verso Livingstone ha un sapore dolce ed amaro al tempo stesso. La mia seconda cavalcata in Africa australe sta per concludersi e destino ha voluto che si chiudesse nello stesso luogo di tre anni fa, le Victoria falls. Annoverate tra le cascate più grandi al mondo, quest’ultime hanno una portata d’acqua di oltre 500 milioni di litri d’acqua al minuto ed un salto di oltre cento metri, si possono visitare sia dal versante Zimbabwe che dal versante Zambia. Soggiorno a Livingstone, anonima città dello Zambia, il cui nome è attribuibile alla memoria del grande esploratore inglese. Ammirare la potenza di queste cascate è uno spettacolo unico al mondo, il versante Zimbabwe consente di avere una visuale migliore, ma è dallo Zambia che è possibile vivere un’esperienza davvero adrenalinica. Durante i mesi più asciutti dell'anno, il fiume Zambesi abbassa il suo livello ed è possibile, in alcuni punti, camminare lungo il bordo delle cascate. Grazie a migliaia di anni di erosione, si sono formate molte piscine naturali ed una di queste è proprio sul ciglio del precipizio, è la famosa Devils pool, la piscina del diavolo. Non resisto alla tentazione, voglio andarci. Sono accompagnato da una guida ed in circa trenta minuti arriviamo alla fatidica piscina del diavolo. E’ uno spettacolo incredibile! Il fragore provocato dallo scorrere impetuoso e continuo dell’acqua fa venire i brividi. La corrente in alcuni punti è davvero forte e bisogna stare attenti, ma una volta trovata la giusta collocazione diventa davvero divertente. Passo alcune decine di minuti quasi in completa solitudine, ma poi la magia finisce quando arriva un gruppo di ragazzi. Rientro a Livingstone col sorriso stampato sulle labbra e davvero felice, sono appagato per quanto l’Africa mi ha regalato.

 Si è concluso il mio terzo safari overland, si è conclusa questa magica avventura nell’Africa della savana, in questa terra incredibilmente magica e selvaggia, abitata da popoli ricchi nello spirito che hanno tanto da insegnare, ai noi presuntuosi e viziati uomini occidentali. Arrivederci Africa! Non è consentito dirti addio neanche se lo volessi, perché una volta conosciuta si resta legati a te in maniera inscindibile.



Resta sempre aggiornato con la Newsletter di Backpacker Adventure.
Contattami per approfondimenti o collaborazioni.