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ISLANDA (I PARTE)
03/04/2017
Europa
Islanda



Il circolo d'oro e la laguna di Jokursarlon

L’aeroporto di Fiumicino, ormai diventato la mia seconda casa, è il luogo dove incontro i miei nuovi compagni di viaggio. Il viaggio aereo prevede due voli, il primo che ci porta ad Amsterdam, dove con una coincidenza di soli 40 minuti ci attende il secondo volo per Keflavik. La coincidenza tra i voli è davvero minima, troppo poco per consentire che i bagagli vengano traferiti senza problemi da un aereo all’altro. Difatti arrivati in Islanda l’attesa al ritiro bagaglio risulta essere subito vana, dei nostri nemmeno l’ombra! Senza perdere tempo vado all’ufficio lost & found per spiegare che il nostro è un viaggio itinerante e che domani non saremo più a Keflavik.
Sono già le sei del pomeriggio ed il tempo perso in aeroporto ci frena dal pensare ad eventuali uscite pomeridiane. Dopo aver preso possesso delle stanze al b&b, timidamente ci incamminiamo verso il centro di Keflavik che, ci dice la ragazza della reception, dista circa 45 minuti a piedi. Il freddo intenso, ma soprattutto la pioggia incalzante ci fanno presto tornare sui nostri passi e chiamiamo un comodo taxi che in pochi minuti ci lascia sulla strada principale della città. Keflavik è davvero brutta, pochi negozi, qualche supermercato e case edificate qua e là senza alcun gusto urbanistico. Visti gli alti prezzi dei ristoranti, circa 45 euro per un piatto, ci accontentiamo di cenare in una tavola calda cinese. Sono ormai le dieci di sera quando dopo aver saluto i ragazzi vado nella mia camera, passa qualche ora ed ecco arrivare gli ultimi componenti del gruppo, che partiti da Milano avevano fatto un lungo scalo a Copenaghen.
La sveglia suona presto, un ritornello che si ripeterà per tutto il viaggio. Sono appena le sette del mattino e tutto il gruppo si ritrova compatto in sala colazione. Dopo aver fatto un piccolo briefing pronti e felici ritorniamo in aeroporto per ritirare le auto noleggiate. Ribadisco all’ufficio lost & found che per la notte saremo a Skogar, circa 200km a sud di Keflavik e speranzosi nell’arrivo dei bagagli partiamo per visitare il famoso Circolo d’oro.

 
Lasciata la penisola di Reykjavik, di colpo siamo immersi nella natura selvaggia, dove il colore bianco diventa il protagonista assoluto. Basse montagne completamente innevate fanno da sfondo a piccoli laghi ghiacciati, la stra da è  meravigliosa. In poco tempo arriviamo a Pingvellir, luogo famoso alla storia per aver ospitato il primo parlamento islandese nel 930 d.c. ed anche perché qui si trova l’enorme “frattura” che evidenzia la separazione delle placche continentali di Europa e America. Poco distante c’è Geysir, la sorgente calda per antonomasia, quella da cui tutti gli altri geyser del mondo hanno preso il nome. Il re incontrastato è lo Strokkur, il più potente di tutti, tanto forte che il suo getto può arrivare fino ad un’altezza di 60mt. Trascorriamo circa un’ora divertendoci come bambini nell’aspettare che lo Strokkur emetta tutta la sua forza.
Poco distante da Geysir c’è Gullfoss, la cascata d’oro, la più bella d’Islanda. Resto incantato ad osservare la sua sconfinata bellezza, che con uno spettacolare doppio salto di 32mt ed uno strano e particolare intreccio di più cascate, grandi e piccole riversa tutta la sua portata in uno stretto canyon.
La strada che da Gullfoss conduce a Skogar attraversa paesaggi bucolici, contornati da piccole fattorie e tanti cavalli. E’ affascinante osservare come lo scenario intorno a noi cambi in continuazione, difatti una volta arrivati lungo la costa il mare agitato infrangendosi lungo le coste frastagliate crea un’atmosfera quasi mistica.
E’ ormai buio quando arriviamo a Skogar, piccolissimo agglomerato di case nato per dare alloggio ai turisti in transito lungo la costa sud orientale. Ci sistemiamo nell’ostello che avevo prenotato dall’Italia ed ecco che mentre decidiamo cosa cenare, arriva la tanto attesa auto dall’aeroporto con le nostre valigie, contenti come bambini apriamo gli zaini come fosse arrivato Babbo Natale.
La strada adesso si tiene costante lungo la costa, dopo poco facciamo una prima sosta alla spiaggia nera di Dyrholaey, il cui sfondo è contornato dai meravigliosi faraglioni di Reynisdrangur, ma anche oggi le cose da vedere sono tante ed allora ripartiamo subito entrando nella regione del Myrdalssandur.

 
Il paesaggio è veramente bizzarro, le rocce laviche di cui è piena la zona sono ricoperte da un muschio spesso circa 30 cm che crea un paesaggio da fiaba, la leggenda infatti narra che in queste terre si nascondano gli elfi, come non crederci! Ed ecco apparire sulla nostra sinistra l’enorme ghiacciaio Vatnajokull, il più grande non solo d’Islanda ma anche d’Europa. Fermiamo le nostre auto a Skaftafell, luogo da cui, dopo una breve camminata, si può arrivare ai piedi di questo gigante di ghiaccio. Osservarlo da vicino è davvero impressionante, dinanzi i blocchi di ghiaccio che si sono staccati hanno dato vita ad una piccola laguna con stupendi iceberg. Vorremmo restare ore a contemplare questa bellezza della natura, ma il poco tempo a nostra disposizione ci porta ad andare via.

Pochi chilometri ed arriviamo alla laguna ghiacciata di Jokursarlon, location di moltissimi film, talmente grande che l’occhio fa fatica a realizzare dove sia la linea dell’orizzonte. Enormi iceberg si muovono lentamente nella baia, sembrano quasi fluttuare sull’acqua, ognuno ha un colore diverso: bianco, azzurro, cobalto e turchese. La fine del viaggio per questi iceberg è il mare che dopo averli ricevuti, per effetto dell’alta marea restituisce una parte alla baia, mentre un’altra ritorna sulla spiaggia nera. Dall’Italia avevo prenotato l’escursione alla grotta di ghiaccio, ma purtroppo trenta minuti prima dell’appuntamento prefissato mi chiama l’agenzia dicendomi che la pioggia degli scorsi giorni ha reso impossibile l’ingresso alla grotta, ma ci rincuora dicendo che in serata andrà alla laguna per verificare la fattibilità per domani mattina. Dopo aver goduto dello splendido tramonto sulla spiaggia nera ripartiamo verso Hofn, località famosa per gli scampi. Difatti per stasera niente cena in ostello, ma tutti nello storico ristorante Pakkhus. Puntuale alle undici di sera arriva il tanto atteso sms dall’agenzia che recita: “La grotta è praticabile”. Avviso tutto il gruppo, domani sveglia alle 5.15, alle 7 dovremo essere al meeting point.

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