Facebook YouTube Google+ Instagram National geographic
  Photo Gallery
clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire clicca per ingrandire
SAFARI AUSTRALE OVEST (ZIMBABWE, BOTSWANA)
03/09/2014
Africa
ZIMBABWE, BOTSWANA



Ho compiuto l'ultimo passo, e ora sono qui con la pelle che ha ancora i brividi, il cuore che batte forte e gli occhi lucidi, fermi su immagini, emozioni e ricordi che queste ultime tre settimane mi hanno regalato.

Mi trovo al Capo di Buona Speranza, punta estrema meridionale occidentale del grande continente africano, capolinea di questa immensa cavalcata di circa 7000 km che mi ha portato dalle cascate Vittoria in Zimbabwe , attraversando il Botswana e la Namibia, fino al Sudafrica.
Ho vissuto questo viaggio come un grande puzzle fatto di 21 pezzi, uno più bello dell'altro, esplorando e programmando tutte le tappe giorno per giorno. E' stato un viaggio OVERLAND allo stato puro , circa 6000 km in 21 giorni su strade anche dissestate, sabbiose e difficili. Non ho avuto il tempo di assaporare il posto in cui ero, poiché appena arrivato ero già pronto a partire per un'altra destinazione. Ma si sa i viaggi Overland sono così: itineranti, impegnativi, faticosi, ma anche capaci di regalarti un caleidoscopio di emozioni, forti ed uniche. Forse è proprio per questo che mi piacciono, per quella continua lotta contro il tempo, per quella spasmodica voglia di conoscere ed assaporare nuovi posti e di tornare a casa con qualcosa in più dentro al cuore e alla testa.

In questa avventura ho avuto ottimi compagni di viaggio ed un driver fantastico, il mitico Fanie, straordinario come persona e soprattutto come meccanico, che col suo mini truck uno Chevrolet del 1973 5000cc benzina, ferro allo stato puro (di elettrico aveva solo i fari), ha saputo rendere perfette queste 3 settimane.


Il nostro primo incontro, fu decisivo, ero appena arrivato in Zimbabwe, e dopo aver espletato le lente pratiche del visto d'ingresso, tra me e Fanie fu subito intesa. Arrivammo al campsite stanchi ma felici, il pomeriggio lo trascorremmo ad organizzare la cucina da campo e a pianificare le prime tappe, come le maestose cascate Vittoria, spettacolari, anche se Ottobre non e' la stagione migliore per vederle al massimo del loro splendore.

Subito dopo ci rimetemmo in viaggio verso il Botswana, pochi km e arrivammo alla frontiera di Kasane. Sistemati in camp sulle sponde del fiume Chobe, velocemente ci imbarcammo su un battello fluviale.

Il Chobe è un fiume stupendo ed offre la possibilità di ammirare paesaggi straordinari che consentono di vedere molti animali come: impala, bufali, elefanti, ippopotami e coccodrilli e dulcis in fundo, per concludere la giornata, il tramonto, che in una sola parola racchiude il senso dell' AFRICA. Sia gli ippopotami che gli elefanti sono presenti in questa parte del parco più di qualsiasi altro animale, specialmente al tramonto, mentre il rosso del sole si perde tra le acque del fiume, e loro si trastullano giocosi sulle rive del fiume.

 

Alle 6.30 del mattino successivo eravamo già pronti per un'altra tappa quella del parco Chobe per il game drive. Entrare nel parco all'alba significa non solo non sapere dove guardare per l'incantevole paesaggio, ma anche respirare gli odori di quella realtà che magicamente stai per fare tua. E' riduttivo e difficile scrivere cosa si può provare alla vista di un leopardo sopra un albero, una leonessa, elefanti, impala ed altri animali. Ripartimmo presto, perché ero intenzionato a raggiungere Kubu Island per il tramonto. Il tragitto fu lungo ma riuscimmo ad arrivare a Kubu mentre iniziava l'imbrunire. Il paesaggio sembrava surreale, un orizzonte sconfinato; eravamo nella grande salina del continente africano.
Kubu Island è un piccolo altopiano ricco di baobab immerso in questa sconfinata salina, campeggiare qui significava solo scendere dal truck e montare la tenda, intorno non c' era nulla, eravamo da soli ed era semplicemente meraviglioso.
A Kubu Island ci fermammo anche per l'alba, il sole si alzo' dalla terra come un' immensa palla di fuoco, lo spettacolo era incantevole, non c'era un' ombra di vento e nessuno di noi osò dire una parola , quel momento fu come se fosse stato sacro.


Partimmo puntuali alle 8.30,  per percorrere i circa 80km che ci separavano da Gweta impiegammo 4 ore, la strada era molto impegnativa!! Facemmo una sosta tecnica a Planet Baobab dove fotografammo questo lodge pieno di baobab secolari e alle 16.30 arrivammo a Maun; punto strategico per poter ammirare il delta dell' Okawango. Quest'ultimo è il secondo più grande al mondo, dopo quello del Niger, e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. La nostra permanenza in Botswana termino' col game drive al Moremi reserve che ci regalo' gli ultimi scampoli emozionali di una giornata intensa.

Il giorno successivo ci svegliammo alle 4.00 per giungere alle 12 al confine con la Namibia. Alle ore 13.30 eravamo alle Popa falls, avevamo tutti bisogno di una sosta, così ci rilassammo nelle fresche acque del fiume, ma...quando si sceglie di fare un viaggio come questo, si deve tener conto anche dell'imprevisto e infatti, mentre ero immerso nei miei pensieri senti' delle urla; Augusto era appena scivolato su una roccia e disse di essersi rotto il ginocchio. Lo rassicurai dicendogli che al primo ospedale lo avremmo fatto controllare. Alle 17.00 arrivammo a Rundu e anziché andare al camp ci recammo subito in ospedale, dove gli vennero prestate tutte le cure mediche. Ritornati al camp la stanchezza ci prese e andammo a dormire, ma l’emozione di dormire al confine con l’Angola era forte. 

continua a leggere il racconto di viaggio cliccando qui





Resta sempre aggiornato con la Newsletter di Backpacker Adventure.
Contattami per approfondimenti o collaborazioni.