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WEST PAPUA - KOROWAY EXPEDITION 2018
06/06/2018
Oceania
West Papua - INDONESIA



Senza sogni non cresce un’idea, ma è l’intuizione che porta a concretizzarla.

Concepita ed elaborata da me, la spedizione partirà tra pochi giorni. Un duro lavoro di ricerca, nel quale sono riuscito a materializzare il vero senso dell’esplorazione, del vivere l’avventura con la A maiuscola. 

Il progetto Koroway Expedition nasce circa due anni fa. Mi incuriosiva questa piccola tribù indigena, il cui primo contatto con l’uomo bianco fu nel 1974. Scampata alla barbara “civilizzazione” a cui invece furono sottoposte le altre etnie dell’isola di Nuova Guinea, oggi i Koroway vivono isolati, per scelta, nella foresta pluviale di West Papua, provincia dello stato dell’Indonesia. Sono nomadi e vivono sugli alberi in un’area caratterizzata da pianure acquitrinose soggette a continue piogge. Lo scopo della spedizione è quello di inoltrarci nel cuore della foresta pluviale, dove l’esposizione con il mondo moderno non è ancora avvenuta e vivere per qualche giorno con i Koroway. Testimoniare che a tutt’oggi esistono ancora esseri umani che vivono in perfetta simbiosi con Madre Natura. Questa piccola tribù indigena non fa uso di farmaci e le malattie vengono curate con le erbe, quindi il tasso di mortalità è molto alto. Generalmente non raggiungono i 50 anni di età e le malattie mortali sono malaria, tubercolosi, elefantiasi e anemia. Non avendo conoscenze mediche, ritengono che le morti misteriose siano da attribuire ai “khakhua” ovvero demoni che assumono la forma umana.

Per raggiungere questi territori dovremo navigare alcuni giorni su fiume e poi incamminarci nella selva, guadare corsi d’acqua, attraversare ponticelli improvvisati con tronchi d’albero che mettono a dura prova l’equilibrio di ogni persona, soprattutto se sono bagnati o, come spesso succede, ricoperti da fanghiglia o muschi. Radici e liane rappresentano vere e proprie trappole: si appigliano agli scarponi provocando cadute. Le zone paludose e le pozzanghere d’acqua scura nascondono buche a volte anche profonde. Caldo, umidità, sudore, sanguisughe, zanzare, mosche, rami e tronchi spinosi completano tutte le difficoltà che si incontreranno. Infine ci sarà la possibilità di montare e smontare la tenda sotto la pioggia, con l'umidità che entra nelle ossa, lavandosi sommariamente o di rado nei fiumi, bevendo acqua bollita o filtrata e soprattutto calda. Tutto ciò, consentirà a me gli altri 5 compagni di viaggio di entrare in simbiosi con la natura e di vivere un'esperienza unica.

L’esplorazione non è in un punto fisso, bensì in un percorso ed è solo nella perseveranza, quella giusta, che si ottengono i risultati.

A Walter Bonatti, il più grande esploratore italiano dell’ultimo secolo.

 





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