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Come affrontare un Safari
29/08/2014
Africa



Safari in lingua Swahili significa “lungo viaggio”. Oggi, grazie ai numerosi Parchi creati in Africa, lo sviluppo del turismo naturalistico è cresciuto tantissimo e l’offerta turistica è ampissima.

Si spazia dai tour in tenda ai lussuosissimi lodge 5 stelle. Spesso però chi sceglie di vivere un'esperienza safari lo fa senza però voler rinunciare alle proprie comodità, ecco che la scelta ricade su tour organizzati, dove tutto è perfettamente pianificato. A fine giornata, dopo un bel Game drive (girare all’interno dei parchi su una jeep per avvistare animali) ad attendervi ci sarà una bella doccia calda ed un morbido letto sul quale dormire, ma poniamoci qualche domanda: questo è vivere davvero la savana africana? questo consente realmente di sentire gli odori ed i suoni della savana? Beh, lascio a voi le considerazioni. Premetto che rispetto chi non ha il coraggio o la voglia di lasciare le proprie abitudini e di vivere un safari con tutte le comodità occidentali, ma non accetto che quando si ritorni a casa si dica di aver vissuto la Savana Africana.
Conoscere e vivere un posto significa calarsi nella sua dimensione naturale, spogliarsi delle proprie abitudini ed essere pronti a scoprire nuove cose, solo in questo modo si può dire di aver vissuto un luogo.

Ecco allora una serie di consigli su come affrontare un Safari wild nel modo migliore.
Informarsi anzi tempo su eventuali vaccinazioni obbligatorie e consigliate e se c’è bisogno del visto d’ingresso (in alcuni casi si prende all’arrivo mentre in altri va richiesto dall’Italia). Capitolo a parte merita la profilassi antimalarica che spesso viene fatta con troppa leggerezza. Quest’ultima fa abbastanza male agli organi interni ed in particolare al fegato, quindi fatela solo quando c’è un reale rischio. Preciso che non esiste un vaccino per la malaria, quindi la profilassi offre una buona copertura ma non protegge al 100%. Quando è necessaria? È necessaria solo quando si attraversano zone malariche e soprattutto quando si viaggia nella stagione delle piccole o grandi piogge.

Affrontare un Safari in tenda richiede un forte spirito di adattamento e molta pazienza. Le vere tende da safari sono in tessuto di canvas (tela di cotone molto robusta, fabbricato con filati ritorti in ordito ed in trama, è stato il primo tessuto usato per il jeans) molto resistente in caso di attacchi da parte di animali. Il peso di queste tende pero è elevato, 25/30 kg, impensabile quindi portarle dall’Italia, si possono noleggiare in loco. In tenda evitate di portare cibo e accendere luci (soprattutto se avete la tenda con zanzariera a vista), poiché attirano gli animali. Molti campsite in Tanzania, Uganda, Botswana e Kenia sono open quindi potrà capitarvi di trovare anche un ippopotamo o un facocero che passeggia fuori dalla tenda.

 

Dormire in tenda significa anche attrezzarsi con un buon materassino, sacco a pelo e se fa caldo col sacco lenzuolo. Il sacco lenzuolo per me è un articolo che va portato sempre in viaggio poiché non ingombra e può essere sempre utile, soprattutto se dormite nelle bettole. Il materassino è importante poiché consente di riposare bene e ricaricare le energie, comprate quelli ultralight ed auto gonfianti. La scelta del sacco a pelo invece dipende principalmente dalle temperature che si troveranno lungo il viaggio, quando comprate un sacco a pelo leggete il comfort (vedi articolo su SACCO A PELO), quest’ultimo indica la temperatura massima, consigliata per una "buona dormita", anche in questo caso è preferibile comprare sempre la versione ultralight.
Fare un Safari e dormire in tenda presuppone anche dotarsi di una cucina da campo. Bisogna essere autosufficienti, quindi anche se può sembrare stancante cucinare diventa un' attività parte del viaggio stesso. Portate dall’Italia solo la gavetta, mentre le stoviglie si possono comprare in loco e la cucina (2 fornelli con bombola del gas può andare più che bene) si può noleggiare. Se vi trovate ad altitudini elevate, per esempio il cratere del Ngorongoro (2400mt slm), il consumo di gas sarà più elevato ed avrete più difficoltà ad accendere i fornelli, si può ovviare all’inconveniente con un fornello a petrolio dotato di pompa di pressione. 

Nessun problema per i viveri che possono essere comprati in loco. Dall’Italia (se si vuole) potete portare prosciutto, insaccati, grana a pezzi, sughi pronti e risotto liofilizzati.

In ultimo da non trascurare c’è il fattore acqua. In Africa difficilmente troverete acqua potabile e spesso per giorni può capitare di non trovare supermercati per fare rifornimento. Ecco quindi semplici ma utili consigli per evitare problemi. Ad ogni tappa informatevi dopo quanti chilometri incontrerete il prossimo rifornimento e state attenti alle domeniche (tutto è chiuso). Comprate confezioni da 5/10 litri e razionate l’acqua evitando sprechi. Consiglio di versare l’acqua di “pronto uso” in borracce più piccole da 1lt. Ovviamente se state facendo un safari con un alto grado di avventura potrà anche capitare di restare senza acqua, siate pronti a questo inconveniente. L’unico rimedio è quello di portare dall’Italia un depuratore ed attingere acqua da eventuali pozze o ruscelli lungo il cammino. Non usatelo però con acqua salmastra poiché si potrebbero danneggiare i filtri. Il migliore è il filtro potabilizzatore H20K con carbone oligominerale che elimina totalmente gli agenti contaminanti e lascia passare i sali minerali. L’efficacia del potabilizzatore può essere aumentata in presenza di acqua inquinata e sporca con le pastiglie di Micropur. Se poi siete alle strette allora potete sempre bollire l’acqua, in questo caso avrete però un'acqua senza sali minerali.

Concludo dicendo che i parchi d’Africa sono un patrimonio mondiale di tutta l’umanità e per questo vanno salvaguardati e rispettati con un turismo ecosostenibile che tuteli l’ambiente. L’uomo spesso lascia le sue “impronte” ovunque, cercate di non lasciare tracce dopo il vostro passaggio. Affrontate il safari solo con l’indispensabile ed una forte coscienza ambientale e naturalistica, vi assicuro che tornerete arricchiti nello spirito e nella mente.



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