Quaderni di viaggio

Giordania

 

La capitale della Giordania mi dà il benvenuto: bella, grande, affascinante, le sue strade sono un continuo saliscendi, la sua gente un miscuglio di colori. Mi ritrovo subito sul bus diretto a Petra e lungo il tragitto faccio una sosta al sito archeologico di Shawbak dove visito le rovine del castello ridiscendendo a valle attraverso il vecchio passaggio segreto. Qui trovo una locanda e provo il mio primo falafel (pietanza mediorientale costituita da polpette fritte e speziate a base di legumi, tra cui i più utilizzati sono le fave, i ceci e i fagioli). Il viaggio prosegue ed ecco all’orizzonte Beida (la piccola Petra), sito archeologico più antico di Petra stessa da cui dista circa 4 Km. E’ una meta poco battuta dal turismo di massa ma, grazie alle sue dimensioni contenute, ha un sorprendente fascino. Le pareti di arenaria sono spaccate da un profondo e stretto crepaccio, il Siq-el-Barid, un passaggio largo poco più di due metri. Dopo questa strettoia appare una piccola valle, ed ecco le testimonianze dell’antico passato: un tempio con una scalinata, un altro tempio a quattro colonne con capitelli nabatei ad aquila. Dappertutto si notano ripide scale che portano verso cisterne: su in alto i Nabatei avevano ideato un sistema di canalizzazione che sfruttando cavità naturali convogliava l’acqua fino a scavare numerosi piccoli canali che fungevano da pozzi di raccolta.

 E’ sera quando arrivo a Petra, sistemo i miei bagagli e con ansia aspetto che sia domani. La straordinaria bellezza insita in questo luogo è perfettamente descritta nelle parole di Lawrence d'Arabia: “Petra è il più bel luogo della terra. Non per le sue rovine, ma per i colori delle sue rocce, tutte rosse e nere con strisce verdi ed azzurre, quasi dei piccoli corrugamenti, e per le forme delle sue pietre e guglie, e per la sua fantastica gola, in cui scorre l'acqua sorgiva e che è larga appena quanto basta per far passare un cammello. Ne ho letto una serie infinita di descrizioni, ma queste non riescono assolutamente a darne un'idea e sono sicuro che nemmeno io sono capace di farlo. Quindi tu non saprai mai che cosa sia Petra in realtà, a meno che tu non ci venga di persona. Solo le immagini in un sogno di fanciullezza si affacciano talvolta così immense e silenziose.” Questa è Petra. 
Entro nel sito archeologico e percorro una strada polverosa, rieche

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