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Percy Harrison Fawcett è spesso considerato la versione reale di Indiana Jones. Coraggioso, determinato e animato da una straordinaria sete di scoperta, l'esploratore britannico dedicò gran parte della sua vita all'esplorazione della foresta amazzonica e alla ricerca di una misteriosa civiltà perduta che chiamava semplicemente "Z".
La sua scomparsa nel 1925, durante un'ultima spedizione in Brasile, è ancora oggi uno dei più grandi misteri della storia dell'esplorazione.
Chi era Percy Fawcett?
Percy Harrison Fawcett nacque il 18 agosto 1867 a Torquay, in Inghilterra. A soli 19 anni entrò nella Royal Artillery e prestò servizio a Ceylon, l'attuale Sri Lanka, dove conobbe la futura moglie Nina Agnes Paterson, dalla quale ebbe due figli: Jack e Brian.
La svolta della sua vita arrivò nel 1901, quando entrò a far parte della Royal Geographical Society. Qui studiò topografia e cartografia, competenze che lo portarono successivamente a collaborare con l'intelligence britannica nel Nord Africa.
Le prime spedizioni in Amazzonia
Nel 1906 Fawcett fu incaricato dalla Royal Geographical Society di mappare alcune aree inesplorate al confine tra Brasile e Bolivia. Fu l'inizio di una lunga serie di spedizioni che lo avrebbero reso uno degli esploratori più celebri del suo tempo.
Durante le sue missioni affrontò condizioni estreme: giungle impenetrabili, malattie tropicali, animali pericolosi e tribù isolate. In una spedizione del 1907 affermò persino di aver abbattuto un'anaconda lunga circa 19 metri, un racconto che gli procurò lo scetticismo della comunità scientifica.
Tra il 1908 e il 1924 continuò a esplorare vaste aree della foresta amazzonica, raccogliendo informazioni geografiche, archeologiche ed etnografiche.
La teoria della Città Perduta di Z
Attraverso anni di ricerche e studi di antichi documenti coloniali, Fawcett maturò la convinzione che nel cuore del Brasile esistessero i resti di una grande civiltà sconosciuta.
Questa presunta metropoli, che chiamò "Città Perduta di Z", sarebbe stata situata nella regione del Mato Grosso. Secondo Fawcett, la città rappresentava la prova dell'esistenza di una sofisticata civiltà precolombiana, molto più avanzata di quanto si ritenesse all'epoca.
Per molti studiosi contemporanei le sue idee apparivano fantasiose, ma le recenti scoperte archeologiche effettuate grazie alle immagini satellitari e alla tecnologia LiDAR hanno dimostrato che nell'Amazzonia precolombiana esistevano effettivamente grandi insediamenti umani.
La Prima Guerra Mondiale e il ritorno in Brasile
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, Fawcett tornò in patria e si arruolò volontariamente nell'esercito britannico. Nonostante avesse quasi cinquant'anni, comandò una brigata di artiglieria nelle Fiandre.
Terminato il conflitto, riprese immediatamente i suoi studi e le sue esplorazioni in Sud America. L'ossessione per la Città Perduta di Z era ormai diventata il principale obiettivo della sua vita.
L'ultima spedizione del 1925
Il 20 aprile 1925 Percy Fawcett partì per quella che sarebbe diventata la sua spedizione più famosa.
Con lui viaggiavano il figlio maggiore Jack Fawcett e l'amico Raleigh Rimmell. Per ridurre al minimo i rischi e muoversi rapidamente nella giungla, Fawcett scelse deliberatamente una squadra molto ridotta.
L'esploratore aveva lasciato istruzioni precise: nel caso di una mancata comunicazione, nessuno avrebbe dovuto organizzare missioni di soccorso.
Il 29 maggio 1925 inviò la sua ultima lettera alla moglie. Nel messaggio spiegava di essere in procinto di entrare in una regione inesplorata oltre il fiume Xingu.
Da quel momento, di Percy Fawcett e dei suoi compagni non si seppe più nulla.
Che fine ha fatto Percy Fawcett?
La sorte dell'esploratore britannico continua a essere avvolta nel mistero.
Una delle teorie più diffuse sostiene che il gruppo sia stato ucciso dagli indigeni Kalapalo dopo aver attraversato il fiume Xingu. Tuttavia, non sono mai emerse prove definitive a sostegno di questa ipotesi.
Nel corso del Novecento numerose spedizioni tentarono di risolvere il caso.
Negli anni Sessanta l'esploratore danese Falk Ronne dichiarò di aver raccolto testimonianze secondo cui i Kalapalo avrebbero effettivamente eliminato il gruppo di Fawcett. Tuttavia, nel 1998 l'esploratore britannico Benedict Allen mise in dubbio queste ricostruzioni, sostenendo che le presunte prove rinvenute non appartenessero affatto a Fawcett.
Nel 2005 il giornalista David Grann visitò i Kalapalo e raccolse una tradizione orale tramandata per generazioni. Secondo questo racconto, Fawcett e i suoi uomini lasciarono il villaggio dirigendosi verso est nonostante gli avvertimenti ricevuti dagli indigeni riguardo ai pericoli presenti nella regione.
Dopo alcuni giorni, ogni traccia della spedizione scomparve.
Il mito di Percy Fawcett oggi
A oltre un secolo dalla sua scomparsa, Percy Fawcett continua ad affascinare storici, archeologi ed esploratori.
Il suo mito è sopravvissuto perché rappresenta l'essenza stessa dell'esplorazione: la ricerca dell'ignoto, il coraggio di sfidare territori inesplorati e la volontà di inseguire una visione anche quando tutti la considerano impossibile.
Paradossalmente, molte delle intuizioni che gli valsero critiche durante la sua vita sembrano oggi trovare conferma nelle moderne ricerche archeologiche, che hanno rivelato la presenza di antiche società complesse nella foresta amazzonica.
Forse Percy Fawcett non trovò mai la Città Perduta di Z. Tuttavia, il mistero della sua scomparsa lo ha reso immortale, trasformandolo in una delle figure più affascinanti della storia delle esplorazioni.
La poesia al figlio prima della partenza
Prima della spedizione del 1925, Fawcett inviò al figlio alcuni versi che oggi assumono un significato particolarmente toccante:
"Non dimenticarti mai, ometto coraggioso.
Mamma e papà credono in te.
Sii coraggioso come un leone e generoso nel ricambiare.
Pronto a combattere e nemico dei torti.
Non dimenticare mai che sei un gentiluomo.
E la paura non ti toccherà.
La vita è breve, il mondo è grande.
E noi non siamo che una piccola onda in un enorme mare.
Goditi la vita al meglio che puoi.
Ogni cosa è tesoro.
Ma non dimenticare mai che sei un gentiluomo."
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